Cosa fare a Jeddah: diario del nostro stop-over

Cosa fare a Jeddah? Questa domanda non ce la saremmo probabilmente mai posta, se Jeddah non fosse stata il nostro “lasciapassare” per la Thailandia. Per raggiungere Bangkok senza spendere un’infinità, infatti, l’unico modo era acquistare un volo Wizz Air da Milano a Jeddah e, successivamente, un volo Saudi da Jeddah a Bangkok. In questo modo, anziché spendere 5.100 euro, ne abbiamo spesi 2.600 (a cui si devono sommare i 488 euro dei visti e il costo dell’hotel). Il risultato? Ci siamo trovati in una città, e in un Paese, che ci ha conquistati.

Ma andiamo con ordine. Jeddah si trova in Arabia Saudita, un Paese che ha aperto ai turisti solamente nel 2019. E che, da qui al 2030, si propone di sfidare colossi (in termini d’attrattività) del calibro di Dubai. Tuttavia, prima di visitarla, ci sono alcune cose che devi sapere.

Per andare a Jeddah serve il visto?

Innanzitutto, per andare a Jeddah come in qualsiasi altra località del Paese, ti serve il visto per l’Arabia Saudita.

Il modo più comodo per ottenerlo è farlo da remoto, collegandosi al sito e.Visa. La procedura è molto semplice, il costo è di 494.21 SAR (pari a circa 124 euro) è la durata è di un anno: si può dunque entrare e uscire più volte dal Paese, con un tempo di permanenza massimo di 90 giorni consecutivi. In alternativa, è possibile fare il visto all’arrivo. Noi abbiamo optato per questa soluzione, in quanto spaventati dai ritardi di Wizz Air, ma lo sconsigliamo: con una sola macchinetta disponibile, e con l’obbligo di effettuarlo con l’operatore per i bambini, ci abbiamo messo oltre due ore.

Nel visto per l’Arabia Saudita è compresa l’assicurazione sanitaria.

Quando andare in Arabia Saudita

Andare in Arabia Saudita in estate non è una scelta intelligente. Lo sapevamo prima di partire, e ce ne siamo resi conto ancor di più quando, giunti a destinazione, abbiamo trovato il caldo più caldo che avessimo mai provato (ma, nota positiva, l’umidità era quasi inesistente). 

I mesi migliori sono quelli compresi tra ottobre e marzo, con temperature minime di 8-19 gradi e massime di 20-30.

Come comportarsi in Arabia Saudita

Paese islamico, l’Arabia Saudita è nuova al turismo. Sebbene Jeddah e Riyadh stiano facendo passi da gigante verso la modernizzazione, è fondamentale rispettare la cultura del suo popolo.

Ricorda che:

  • l’alcol è vietato;
  • nei luoghi sacri, le donne devono avere rigorosamente capo, spalle e gambe coperti (ma in generale nei luoghi pubblici è bene evitare capi succinti);
  • le manifestazioni d’affetto in pubblico sono da evitare;
  • il costume da bagno può essere indossato solamente nelle bikini beach;
  • per stringere la mano e per porgere le cose, è considerato scortese usare la mano sinistra;
  • molti negozi e molti servizi sono chiusi il venerdì, in quanto giorno sacro all’Islam (la settimana lavorativa è dalla domenica al giovedì);
  • non mangiare e non bere in pubblico negli orari in cui i musulmani, durante il Ramadan, non possono farlo;
  • La Mecca è accessibile solo ai musulmani.

Noi ci siamo avvicinati all’Arabia Saudita senza alcun preconcetto, e abbiamo scoperto un popolo straordinario. La sera in cui siamo arrivati, abbiamo provato ad acquistare in un piccolo market un po’ di frutta per le bambine, delle bottigliette d’acqua e qualche snack. Le carte di credito non funzionavano (non tutti i POS accettano le carte europee) e, mentre stavamo posando la spesa, un gruppo di ragazzi si è avvicinato a noi pagando al posto nostro. In quel momento abbiamo capito che quel Paese, in cui eravamo capitati un po’ per caso, ci avrebbe dato tanto.

Cosa vedere a Jeddah (itinerario kids-friendly)

Per il nostro stop-over a Jeddah, abbiamo scelto un hotel con un ottimo rapporto qualità/prezzo: il Gladiolus Hotel. I taxi a Jeddah sono economici, e pensavamo che ci saremmo spostati così. Poi abbiamo conosciuto una guida, tramite il receptionist dell’hotel, e ci siamo affidati a lui. 

La mattina, dopo la colazione in hotel, ci siamo spostati al Red Sea Mall in cerca di fresco. Perché proprio il Red Sea, tra i diversi mall della città? Perché avevamo letto di una sala giochi pazzesca! Dopo un hamburger volante, e un paio d’ore di relax nella piscina dell’hotel, la guida è venuta a prenderci per cominciare il tour della città (rigorosamente dopo le 16.00, viste le temperature proibitive).

Per prima cosa abbiamo fatto un giro in barca: scartato lo yacht club per via dei prezzi troppo elevati, siamo partiti dal Jeddah Islamic Port. Il giro in barca, di una quarantina di minuti, ci è costato circa 30 euro. Ed è stato interessante, poiché abbiamo sfiorato bikini beach e spiagge per famiglie, resort, lussuose ville e grattacieli. Successivamente ci siamo spostati a Al-Balad, patrimonio dell’UNESCO, coi suoi edifici vecchi di cinquecento anni.

Terza tappa del nostro itinerario a Jeddah è stata la Corniche, il lungomare cittadino (ci sono golf cart a uso gratuito dai parcheggi alla parte più vivace): le bimbe si sono divertite un sacco tra giostrine, musica, locali coloratissimi ed enormi gelati. Al termine della Corniche sorge la Al Rahma Mosque, la moschea galleggiante, tra le più belle moschee dell’Arabia Saudita. Posata su una piattaforma che sembra galleggiare sul mare, ci ha regalato un tramonto mozzafiato.

Prima di cena, quando ormai era buio, siamo andati a vedere la Fontana di Re Fahd, la più alta del mondo coi suoi 312 metri di getto. Progettata per utilizzare l’acqua del mare, fu voluta dal Re Fahd in un punto che risulta esattamente nel mezzo della grande finestra del suo soggiorno. Di notte, illuminata da 500 faretti ad alta intensità, è spettacolare.

Come ultima tappa della giornata, la guida ci ha portato a cena in un ristorante che solo i locals conoscono. E neppure tutti. Per l’equivalente di circa 11 euro a testa abbiamo fatto un buffet da dieci portate. 

Cosa mangiare a Jeddah

Che la cucina di Jeddah ci avrebbe stupito, lo abbiamo capito fin da subito. E avremmo voluto provarne molti di più, di piatti. Perché crediamo che da ciò che un popolo porta in tavola si possano capire davvero tante cose.

Cosa mangiare a Jeddah, dunque? Sicuramente la Kabsa, piatto nazionale dell’Arabia Saudita, a base di riso, carne e verdure. E poi il Matazeez, stufato di agnello, verdure e spezie con una sorta di gnocchi piatti di farina integrale. Il Madfoon, letteralmente “sepolto”, viene invece preparato seppellendo la carne nella sabbia, col carbone che la circonda, e poi servito con una tazza di yogurt con una salsa di pomodoro al peperoncino. Per concludere il pasto, poi, non perderti il Maamoul, una pasta ripiena con datteri, pistacchi (o mandorle) e fichi.

E tu? Hai mai pensato di organizzare un viaggio in Arabia Saudita? Scrivilo nei commenti!

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