Marrakech con i bambini

Marrakech con i bambini: guida pratica per famiglie

Marrakech con i bambini: funziona, o è pura follia? Nel novembre del 2023, siamo partiti per una crociera last-minute. Una super offerta, a cui non potevamo che dire sì. L’itinerario, guardato solo velocemente, prevedeva anche Casablanca e Tangeri. Tre giorni scarsi: tanto c’è bastato per innamorarci del Marocco. Così, lo scorso dicembre, abbiamo deciso di regalarci altri tre giorni lì. Questa volta a Marrakech, una città che da tempo avevamo nel mirino. E che, complice un volo a 200 euro andata e ritorno per quattro persone, sembrava quasi invitarci.

In questo articolo, ti condivideremo il nostro itinerario. Ma ti daremo anche diversi consigli pratici perché, per vivere al meglio Marrakech con i bambini, servono gli accorgimenti giusti, i tempi giusti. E, soprattutto, serve sapere dove andare e dove no.

Cosa sapere prima di prenotare un viaggio a Marrakech con i bambini

Iniziamo col dire che Marrakech non è una tranquilla cittadina europea, con parchi giochi ad ogni angolo e bagni pubblici perfetti. È caos. Spezie. Colori. Venditori insistenti. Motorini che sfrecciano nei vicoli. È un’esplosione sensoriale che può essere travolgente. Ma è anche, per davvero, un posto magico. L’occasione perfetta, per immergere i bambini in una cultura antica, diversa e affascinante. Per rispondere alle loro domande, per riempire di bellezza i loro occhi. E di ricordi il loro cuore.

Quindi, prima di partire, ecco cosa devi sapere davvero. Non la versione “tutto rose e fiori” che trovi nelle guide turistiche, ma la versione onesta da genitore a genitore.

I pro

Innanzittutto, i marocchini amano i bambini. Ogni volta che ci fermavamo, c’era qualcuno che sorrideva alle mie figlie, o offriva loro qualcosa. Quando viaggi con i bambini, del resto, la cosa più importante non è il posto in sé: è come ti fanno sentire. A Marrakech i bambini sono accolti, non “tollerati”.

Poi c’è il cibo. Che, a differenza di ciò che si pensa, non necessariamente è speziato. Prova a chiedere la versione dolce della tajine, con prugne, albicocche e miele: Ludovica e Nora l’hanno adorata! E poi il pane berbero, o quello sfogliato (che qui si chiama “msemen”), il cous cous col pollo, i biscotti serviti insieme al té. Quella marocchina è decisamente una delle cucine che più amiamo al mondo. O i colori. Marrakech è un’esplosione visiva. Il blu Majorelle, che sembra Photoshop ma è reale. Il rosa delle mura al tramonto. Il rosso, l’arancione, il giallo dei souk. Le lampade colorate che somigliano a delle lucciole. Preparatevi a vedere l’incanto dipinto sul volto dei vostri bambini!

Infine, Marrakech non richiede di camminare chilometri. La medina è compatta. I souk principali si girano in 2-3 ore con calma. Jemaa el Fna è una piazza, non un parco nazionale. Certo, cammini, ma non sono i 30mila passi al giorno di Londra o New York.

I contro

Se ti dicessi che Marrakech è perfetta, tuttavia, ti mentirei. Anzi: è super caotica. Noi, che frequentiamo ogni anno Bangkok e Hanoi, il caos lo amiamo. Ma sappiamo che non per tutti è così. La medina è un labirinto, i vicoli sono stretti, la gente urla (non perché è arrabbiata, ma per comunicare), i motorini sfrecciano veloci. E la segnaletica è quasi sempre un optional. L’attenzione che devi tenere, dunque, è massima. E devi considerare che tuo figlio potrebbe sentirsi sovrastimolato.

L’igiene è un’altra questione. Non siamo in Finlandia. I bagni pubblici, quando li trovi, sono generalmente sporchi, senza carta igienica, spesso con un buco al posto del water. E lo street food, per quanto buono, raramente rispetta gli standard igienici europei. Assicurati di avere sempre con te salviette igienizzanti, disinfettante per le mani, un rotolo di carta igienica e farmaci d’emergenza per la dissenteria.

Poi, ci sono i venditori insistenti. Nei souk ti chiamano, ti seguono, ti mettono le cose in mano, insistono, non mollano facilmente. E con i bambini è ancora più complicato. Perché sono curiosi, toccano tutto. E, appena toccano qualcosa, parte la trattativa. Come gestirli?

  • prima di entrare nei souk, spiegate ai bambini che si guarda con gli occhi e non si tocca niente a meno che mamma o papà diano il permesso
  • se qualcuno vi mette in mano qualcosa sorridete, dite “no grazie” e andate avanti
  • non sentitevi in colpa
  • non abbiate paura di dire no con fermezza
  • se qualcuno diventa davvero insistente, ignorate e cambiate vicolo

Infine, i motorini nei vicoli. I vicoli della medina sono stretti. Pedonali (in teoria). Ma i motorini ci passano lo stesso. Tieni sempre per mano i tuoi bambini e, quando senti il rumore del motorino, fermati, mettiti contro il muro e tieni vicino i tuoi figli. Dopo un po’ diventa routine, te lo assicuro!

Marrakech con i bambini – Giorno 1

MATTINA: i souk della medina (9:00-12:00)

La medina di Marrakech è un labirinto di vicoli, colori, odori e vita pulsante. Con i bambini non provate a vedere tutto, ma concentratevi su questi tre souk specifici:

Souk Semmarine, il “viale principale” dei souk, coperto da tettoie di legno che filtrano la luce e stracolmo di tessuti, lampade, spezie e ceramiche. Perfetto con i bambini per la sua atmosfera magica, e perché meno claustrofobiche di altri, è un trionfo di babouche (pantofole marocchine), lampade e tappeti berberi;

Souk Haddadine, il “souk dei fabbri”, col suono del ferro battuto e gli artigiani che creano oggetti dal vivo (ma attenzione al fuoco!);

Rahba Kedima, la piazza delle spezie, una piccola piazza con bancarelle di spezie e “pozioni magiche”, e con rimedi decisamente particolari come la pelle di serpente e gli scarabei secchi.

PRANZO: Shawarma El Fna

Dopo tre ore di souk, i bambini avranno fame. E voi anche. Cercate uno dei tanti chioschi di shawarma nella medina, oppure andate sul super sicuro e optate per Shawarma El Fna: con pochi euro, mangerete uno dei piatti più buoni della vostra vita, una sorta di kebab di pollo al piatto oppure avvolto in una piadina, condito con una salsa “segreta”.

POMERIGGIO: Jemaa el Fna (14:00-15:00)

Jemaa el Fna è la piazza di Marrakech. Di giorno è relativamente tranquilla: venditori di spremute d’arancia, incantatori di serpenti, scimmie, bancarelle di frutta secca. Qui i bambini possono vedere gli incantatori di serpenti (da lontano!), bere spremute d’arancia fresca, ballare la vivace musica dei suonatori ambulanti. Evitate, però, di far vedere loro le tante scimmiette presenti: sono incatenate, tristi, sfruttate, spesso aggressive. Non date retta a chi vi chiede foto, prestate attenzione ai borseggiatori e dite “no”con fermezza ai venditori più insistenti.

POMERIGGIO: Workshop (16:00 – 18.00)

Se venite a Marrakech con i bambini, organizzate un workshop per loro. Vi ringrazieranno. Se hanno più di 5 anni, potete optare per il workshop di zellige, una tecnica di mosaico tradizionale marocchina: così, potranno portarsi a casa un souvenir fatto con le loro mani. I bambini a partire dai 4 anni possono partecipare invece al workshop per la preparazione di pane e crepes, e del tè alla menta.

SERA: Cena da La Terrasse du Jardin

Da La Terrasse du Jardin puoi mangiare una delle tajine di pollo al limone più buone di sempre. Ma puoi anche godere di un’atmosfera straordinaria, se prenoti un tavolo sulla terrazza illuminata. I prezzi? Super popolari, intorno agli 8-9 euro per le portate principali.

Marrakech con i bambini – Giorno 2

MATTINA: Jardin Majorelle (8:30-10:30)

Il nostro secondo giorno a Marrakech è cominciato dal Jardin Majorelle, una boccata d’ossigeno dopo il caos della medina. E una tappa imperdibile per un viaggio a Marrakech con i bambini. Giardino botanico creato dal pittore francese Jacques Majorelle negli anni ’20, e restaurato da Yves Saint Laurent con piante esotiche, vasche d’acqua, cactus giganti e quel blu cobalto che ti rimane per giorni negli occhi, si visita tranquillamente in un paio d’ore. Ed è perfetto anche nei giorni più caldi, essendo quasi completamente in ombra. Il consiglio? Arrivate all’apertura per evitare le code, comprate i biglietti online (circa 16 euro per gli adulti, 9 euro per i bambini sopra i 10 anni e gli studenti, gratis per i minori di 10 anni) e portate una scorta d’acqua fresca (il café interno è caro e affollato).

Se avete fame, a pochi minuti a piedi c’è il ristorante Le Jardin. Dalle 10.00 alle 12.00 potete fare la colazione marocchina con caffè o tè, succo d’arancia o d’arancia e carote, crepes marocchine, omelette e frutta a 7,50 euro a persona. Per pranzo, invece, potete scegliere tra una vasta scelta di piatti locali o internazionali.

POMERIGGIO/SERA: Escursione nel Deserto di Agafay (15:00-21:00 circa)

Ecco la vera chicca del viaggio: il deserto di Agafay. Che non è il Sahara, ma un deserto roccioso e lunare a 40 minuti da Marrakech, perfetto per i bambini. Perché diciamocelo: portare un bimbo di 5-6 anni nel Sahara significa 8-10 ore di macchina solo per andarci e notti in tenda in mezzo al nulla. È bellissimo, sì. Ma è anche estenuante. Agafay, invece, è fattibile in mezza giornata. Ed è comunque spettacolare. Diverso, ma spettacolare. Noi abbiamo optato per un’escursione di gruppo. Ci sono venuti a prendere alle 15.00 in minivan e, una volta giunti a destinazione, abbiamo subito fatto il giro in quad (fattibilissimo anche coi bambini, a cui viene dato oltre al casco su misura anche una maschera da sub per proteggersi dalla sabbia). Successivamente siamo saliti sul cammello, per una passeggiata di 15 minuti. Poi, col sole che tramontava e l’atmosfera tutta che si riempiva di magia, ci hanno servito la cena: pane marocchino, tajine di manzo e di pollo, cous cous con le verdure, torta al limone. Infine, gli spettacoli di fuoco e il dj-set sotto le stelle. Magia. Pura.

Marrakech con i bambini

Marrakech con i bambini – Giorno 3

MATTINA/POMERIGGIO: escursione sulle Montagne dell’Atlante (9:00-17:00)

Il terzo giorno, lo abbiamo dedicato alle montagne dell’Atlante. Nonostante siano piuttosto vicine a Marrakech (circa un’ora d’auto), sembrano un altro mondo. L’aria è fresca, il cielo è blu, il silenzio è rotto solo dal rumore dell’acqua che scorre e dai versi delle scimmiette che saltano tra gli alberi. Non tutte le escursioni nell’Atlante sono uguali, però: dovete scegliere in base all’età e alla resistenza dei vostri figli. Noi, viaggiando con una famiglia di amici e la loro bimba di 4 anni, abbiamo optato per la Valle di Ourika, la più facile e scenografica, a 45 minuti da Marrakech, celebre per le cascate di Setti Fatma.

Il percorso per arrivare alle cascate è relativamente facile: circa 45 minuti di camminata su sentiero roccioso. Per i bimbi più piccoli, le guide danno in dotazione pratici zaini da trekking. I bimbi più grandi possano farcela da soli, ma non perdeteli d’occhio: devono stare sempre davanti a voi. E, una volta giunti alle cascate, se è stagione, è possibile fare il bagno tutti insieme. Noi siamo andati a dicembre e, all’inizio, il freddo era bello intenso: se venite qui nello stesso periodo, portatevi un piumino (da togliere durante la camminata). In caso contrario, ricordatevi costume, asciugamano e crema solare.

Il nostro tour si concludeva con un suggestivo pranzo lungo il fiume (abbiamo scelto prima il menù, optando noi per la solita tajine di pollo e le bambine per la cotoletta).

Cena da Limoni

Dopo tre giorni di tajine, cous cous, harira, kebab, street food e tè alla menta, avrete voglia di qualcosa di diverso. E i bambini probabilmente avranno voglia di pizza o di pasta. Noi vi consigliamo Limoni, un bellissimo ristorante italiano nel cuore di Marrakech. Che fa una pizza buonissima, e dolci che sognamo pure ora!

E tu? Hai mai preso in considerazione Marrakech con i bambini? Ti aspettiamo nei commenti!

Tabella dei Contenuti