Il nostro primo volo da genitori è stato un Milano – Los Angeles, nell’estate del 2018. Ludovica aveva appena compiuto un anno, e non stava ferma. Mai. Ero terrorizzata all’idea di tutte quelle ore sull’aereo, al punto che chiesi al pediatra di prescrivermi qualcosa per farla dormire. Cosa che, ovviamente, non fece. In realtà, il viaggio andò benone. Ludovica per la maggior parte del tempo dormì, un po’ giocò, un po’ mangiò, e si fece coccolare dai passeggeri dei posti vicini. Io, invece, cominciai a capire cosa serve per volare con un bambino. Oggi, per Ludovica e Nora, i voli sono una splendida avventura.
Volare con un bambino: tutto ciò che devi sapere
Innanzitutto, qualche regola. Se il tuo bambino ha meno di due anni, e scegli di tenerlo in braccio, non pagherai il suo biglietto aereo. Se è molto piccolo, informati con la compagnia aerea: potrebbe avere diritto ad una culla, e tu potresti viaggiare in un posto più comodo. In caso non ne avesse il diritto, scegli i posti in anticipo al momento della prenotazione o del check-in online: ricorda che nelle prime file si sentono meno le turbolenze, ed è più difficile soffrire di nausea.
Un’altra cosa da sapere, prima di volare con un bambino, è il diritto a portare gratuitamente con te il suo passeggino. Se hai un modello compatto, di quelli che possono essere messi nella cappelliera, portalo a bordo. In caso contrario puoi consegnarlo al banco del check-in o, come facciamo noi, tenerlo fino alla fine per poi consegnarlo sotto le scale che conducono all’aereo. Ricorda che, al momento del ritiro bagagli, il passeggino non arriva con le altre valigie: dovrai recuperarlo al nastro dei bagagli fuori misura.
Ai controlli di sicurezza e al controllo passaporti, segui le indicazioni per le Family Lane: eviterai inutili code.

Per i bambini non vale il limite dei 100 ml (limite che, peraltro, in alcuni aeroporti è stato eliminato del tutto): porta pure a bordo latte in polvere o liquido, acqua, camomilla, omogeneizzati, pappe e tutto ciò che ti serve durante il volo. Io, ancora oggi, porto in cabina i pasti delle mie figlie: sebbene le maggiori compagnie aeree mettano a disposizione il menù baby, preferisco sempre infilare nello zaino un thermos con della pasta oppure dei panini imbottiti, così da essere sicura che mangino qualcosa.
Infine, ricorda che i momenti più difficili per un bambino – a bordo di un aereo – sono il decollo e l’atterraggio. Per evitare che il cambiamento di pressione gli causi troppo dolore alle orecchie, attaccalo al seno oppure dagli qualcosa da succhiare: il ciuccio, il biberon o, come facciamo noi ora, un chupa-chups.
Qual è il momento migliore per volare con un bambino? Molti consigliano di partire la sera, cosicché dorma per la maggior parte del volo. Altri suggeriscono di prenotare la mattina molto presto, per lo stesso motivo. Noi, personalmente, non ci facciamo troppo caso. Prenotiamo i voli più convenienti, e lasciamo che le bambine si sfoghino in aeroporto: volando di giorno magari non dormono tutto il tempo, ma l’aereo le culla. Sempre e comunque. Più che altro, prestiamo attenzione allo scalo: preferiamo che sia molto breve (sotto le tre ore) o che duri un intero giorno. Dormire nell’hotel dell’aeroporto, o in un albergo vicino, è più riposante rispetto alle infinite ore trascorse al gate o nelle sale d’attesa (peraltro, i voli con scali così lunghi sono molto più economici).

Quando si può volare con un neonato
Quando possono volare i neonati? La SIP (Società Italiana di Pediatria) spiega che, già dopo 48 ore, un neonato in buona salute può affrontare un volo aereo. Tuttavia, consiglia di aspettare i 7 giorni di vita e di chiedere sempre il parere del medico se il bambino è nato prematuro, o ha patologie cardiache o polmonari. Inoltre, è bene evitare di volare in caso abbia da poco subito un intervento chirurgico o sia in corso una malattia infettiva acuta come la sinusite o le infezioni dell’orecchio.
Il consiglio? Se devi volare con un bambino molto piccolo, chiama il contact-center della compagnia per assicurarti che possa salire a bordo. Le regole variano infatti da vettore a vettore: Ryanair ammette neonati dagli 8 giorni di vita, easyJet e Wizz Air dai 14.
Cosa portare nel bagaglio a mano
Prendere un aereo con i bambini piccoli comporta organizzazione, ma anche un pizzico di fantasia. Sicuramente devi portare con te tutto l’occorrente, dal cibo ai cambi. Ma, non meno importanti, sono i giochi per intrattenerli.
Quando Ludovica e Nora avevano il pannolino, portavo in aereo la borsa per il cambio (il cui imbarco è gratuito), calcolando un pannolino per ogni ora di volo. Ora che sono più grandi, nel bagaglio a mano non possono mancare salviettine igienizzanti e quelle per l’igiene intima. Porto poi un cambio completo per ciascuna, in caso si sporcassero durante il viaggio o il bagaglio da stiva andasse smarrito, i loro snack preferiti e un paio di cuffie da bambino: quelle date in dotazione dalle compagnie aeree scivolano delle orecchie dei più piccoli.

Per ciascuna, poi preparo un trolley pieno di sorprese: libri delle attività, memory e giochi di carte per Ludovica (che ha 6 anni), puzzle magnetici, libri con gli adesivi, pasta modellabile con le formine e Polly Pocket per Nora (che di anni ne ha 3).
Utilissima, se le dimensioni rientrano in quelle ammesse dal bagaglio a mano gratuito, è la valigia cavalcabile: i bambini possono sedercisi sopra in aeroporto, per poi farsi trascinare. Noi abbiamo le valigie di Trunki, e le nostre figlie le adorano.
E tu? Come ti organizzi per i viaggi in aereo con i tuoi bambini? Scrivilo nei commenti!